stefano scardigli

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Come ogni anno, ci risiamo col Comune di Roma che fa il pesce in barile e non paga i docenti precari.

Posted by sscardigli su 22 febbraio 2012

A fine febbraio la situazione dei nostri compensi da parte del Comune di Roma, e relativi ai mesi di novembre e dicembre,  e’ la seguente.
I contratti che siamo stati costretti a firmare (non credo solo il mio) tra l’altro recitano: “entro 90 giorni dalla formale acquisizione del documento da parte degli Uffici centrali”.
I 90 giorni dopo i quali saremo pagati non partono dalla data dell’emissione della nostra fattura ma da quando le nostre fatture sono sul tavolo di via dei Cerchi!
Il gioco e’ che via dei Cerchi ha in questo modo scaricato sui Centri parte del tempo perso: intanto i Centri aspettano un segnale dagli Uffici Centrali per chiederci la fattura, poi un po di tempo di elaborazione nel Centro e l’attesa che TUTTI abbiano consegnato la loro fattura, infine l’invio a via dei Cerchi e l’inizio del termine fissato da contratto.
La mia fattura e’ del 26 gennaio, sarebbe interessante sapere chi e’ stato l’ultimo a consegnare la fattura e in che data.
Non credo comunque che avremo problemi a sapere quando le nostre fatture
sono partite dal nostro Centro e cominciare a contare i giorni da quella data.
Lo stesso contratto capestro pero’ recita anche che i nostri pagamenti avverranno “subordinatamente alle disponibilita’ di cassa del bilancio capitolino”!
Se anche la procedura dei 90 giorni dovesse andare a buon fine (aprile? maggio?), con la firma dei nostri contratti abbiamo rinunciato a qualsiasi diritto sulla liquidazione dei nostri compensi, “a tempo indeterminato”.
Che vogliamo fare?
Per come si stanno mettendo le cose direi che forse ci pagheranno l’anno prossimo e sono in pieno diritto di farlo.
Il problema e’ quindi “politico”.
Vogliamo fare un po’ di casino finche’ siamo in tempo? bloccare la didattica? manifestare in Campidoglio? arrampicarci su qualche torre comunale e farci intervistare dalle TV?
Possiamo anche decidere di non fare nulla, ma il Comune di Roma se fosse un privato sarebbe scemo a pagarci con i contratti che abbiamo sottoscritto!

(Nella locandina dei corsi il termine “gratuiti” evidentemente si riferisce anche alle prestazioni dei docenti!)

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