stefano scardigli

Just another weblog

assecotuscia, bella esperienza…

Posted by sscardigli su 23 marzo 2009

logo1t2
Il lavoro precario tende progressivamente ad essere un dato stabile della società contemporanea. Se fino ad ora si poteva considerare una fase transitoria di accesso al mondo del lavoro, l’esperienza quotidiana mostra che, a tutti i livelli e in tutti i settori, le figure professionali “flessibili” tendono ad essere sempre più “tipiche”. D’altra parte si può constatare la generale tendenza politica verso l’occasionalità degli investimenti come l’impegno per la realizzazione di “grandi opere” trascurando l’ordinario (ad esempio le manutenzioni!).

L’Università della Tuscia, come tutto il mondo della ricerca e a prescindere dalle specifiche volontà di gestione, è costretta ad adeguarsi ai tempi che corrono e buona parte della forza lavoro che la mantiene in attività è di fatto costituita a tutti i livelli da lavoratori precari, dal tecnico amministrativo collaboratore continuativo al docente a contratto.

La figura di lavoratore precario che tradizionalmente avrebbe dovuto essere occasionale e in qualche modo “rara”, risulta ad oggi di fatto il rapporto di lavoro tipico per la maggioranza di coloro che prestano la propria professionalità ed esperienza all’Università della Tuscia. Questa nuova situazione probabilmente richiede una riprogettazione e riqualificazione degli apparati amministrativi dei singoli centri spesa che devono far fronte alla varietà di situazioni con tutt’altra flessibilità rispetto alle pratiche tradizionalmente lavorate.

Dalla costituzione della AsseCoTuscia (2004) i precari dell’Università della Tuscia hanno lavorato duro, e continuano a farlo, per riuscire a migliorare la propria condizione di lavoro ed avvicinarsi al riconoscimento dei diritti fondamentali per i lavoratori che in altri settori e dopo lunghe battaglie civili hanno contribuito a dare un senso alla parola “progresso”.

Ogni giorno i precari, oltre a fare ricerca, didattica, management, come previsto dai loro ruoli più o meno ufficiali all’interno dell’Università, si dedicano alle problematiche relative alla tipologia dei contratti di lavoro precario, passano le giornate a combattare con le diverse strutture in cui è organizzata l’università, a raccogliere articoli di giornale, leggi e decreti, verbali di consigli di facoltà, di dipartimento. L’AsseCoTuscia incontra sindacati e partiti politici, le amministrazioni dell’Ateneo Viterbese e le Istituzioni Pubbliche (due incontri con il Ministro Mussi all’attivo!).

L’AsseCoTuscia ha avuto al suo attivo anche il primo censimento della condizione di lavoro dei ricercatori precari della Tuscia.

Dove e’ finita l’AsseCoTuscia? Dove sono finite le speranze, la voglia di fare, di discutere, di migliorare la propria condizione?
I ricercatori precari hanno rinunciato a lottare? Si sono arresi di fronte alla schiera di precari che stanno riempiendo il mondo di lavoro a tutti i livelli?

foto_inaugurazione_s2

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: